FASE 2. Se ne fa un gran parlare. Giusto. Più che “quando” a me interessa “COME”

👉🏻 Con gradualità certo.
È condizione per avere una ripartenza duratura. Non tutto e subito. Non prendiamoci in giro. Perché ci sono ancora incertezze e troppi rischi. Ancora troppi rischi, ad esempio, per un rientro a scuola a maggio. Meglio settembre per me;
👉🏻 Con le mascherine, almeno quelle di tipo chirurgico per tutti. Perché questo virus è più contagioso del previsto e viene spesso diffuso da persone asintomatiche;
👉🏻 Con la migliore ventilazione possibile, naturale o meccanica dei luoghi di lavoro. È oramai certo che luoghi chiusi, poco areati facilitano la concentrazione aerea del virus e le sue potenzialità in termini di dosi infettanti. Questo vale maggiormente per i mezzi di trasporto pubblici;
👉🏻 Con la sanificazione dei mezzi di trasporto e dei luoghi di lavoro che andrebbe effettuata sistematicamente dopo ogni corsa e dopo ogni turno di lavoro.

Nella ripartenza bisognerà coniugare al meglio la tutela della salute dei lavoratori e l’attività d’impresa, in condizioni di massima sicurezza.

A tal proposito:

✅ Occorre ampliare la platea dei test. Campagne di screening da parte delle imprese e somministrazione di test ai propri dipendenti sotto l’egida delle autorità sanitarie regionali. Utile, poi, l’estensione della campagna di screening alla popolazione (a partire dalle zone più colpite), agli operatori sociosanitari, alle forze dell’ordine e del soccorso;

✅ I cosiddetti test sierologici rapidi non potranno essere effettuati su privati cittadini, né commercializzati per autodiagnosi, senza un percorso di screening che abbia la supervisione della Regione. Sul mercato già oggi una molteplicità di questi test, non tutti affidabili;

✅ Tamponi per monitorare nella popolazione le infezioni attive e test sierologici per lo stato immunitario. Il tutto nella logica di monitorare sempre più e meglio e prevenire.

I test sierologici andranno migliorati il più rapidamente possibile poichè adesso sono solo qualitativi. Urge invece una quantizzazione del titolo degli anticorpi che certifichi l’effettiva avvenuta o meno protezione immunologica. C’è un ritardo vero sui tamponi per verificare chi è positivo e chi è guarito. Il motivo principale è la mancanza di reagenti per l’analisi del test.

✅ Non si può parlare di lavoro sicuro senza milioni di mascherine e guanti disponibili, ogni giorno, per milioni di lavoratori a prezzi calmierati, velocizzando autorizzazioni e certificazioni.
Le
tecnologie disponibili,a partire dai filtri HEPA potrebbero fin d’ora garantire capacità standard di blocco dell’inalazione delle particelle virali fino al 99%

In base alle attuali conoscenze scientifiche il distanziamento, meglio se oltre ai 2 metri, insieme a mascherine,almeno quelle di tipo chirurgico, ed aereazione degli spazi chiusi rappresentano i cardini fondamentali per evitare l’ulteriore circolazione del virus

✅ Bene il ritorno degli ospedali alla normalità e alla loro piena funzionalità per rispondere al fabbisogno di pazienti con patologie ordinarie. Funzione sempre più fondamentale avrà il territorio, già il territorio, attraverso le USCA, ovvero le unità speciali di continuità assistenziale task force di supporto ai medici impegnati sul territorio, per andare a visitare i pazienti ammalati nelle loro case.



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