La povertà non viene abolita. La crescita economica non vola. Il governo del cambiamento osserva lo spread salire, i tassi di interesse aumentare, la disoccupazione crescere. In totale sono 34mila i posti di lavoro distrutti in un mese. E oggi la manovra economica, ossia il disegno di legge di bilancio per il 2019, arriva in Parlamento.

Di fronte la seconda lettera da Bruxelles, quella in cui ci chiedono (probabilmente anche con sarcasmo) di stilare una relazione sui fattori rilevanti in grado di ridurre il rapporto debito/Pil inferiore a quanto richiesto, il governo è incerto, traballante, stretto in un angolo da cui non sa più come uscire. Per capirlo, però, non bisogna fermarsi ai roboanti proclami.

“Non solo non cambiamo la manovra, ma se il Pil stagna è evidente che serve una manovra espansiva” ha detto il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio a Torino per il tavolo Comital. “L’ultima legge di bilancio fatta da Gentiloni era fatta di poche centinaia di milioni di euro. Quella nostra vale 30 miliardi di euro. Stiamo cioè mettendo soldi freschi nell’economia che serviranno alle imprese, alle famiglie e ai pensionati per aumentare la domanda interna e far crescere l’economia”, ha affermato.

Parole che evidentemente tradiscono la debolezza del governo, costretto ancora a ripetere il refrain del “è colpa di chi c’era prima”.  Ma non erano loro quelli che avrebbero convinto la Ue a cambiare rotta? Non erano Di Maio Salvini gli eroi populisti che avrebbero sfidato (e vinto) i burocrati di Bruxelles?

Intanto gli ultimi dati Istat fotografano un Paese che dopo tre anni smette di crescereTorna anche a salire la disoccupazione. A settembre le persone senza lavoro sono lo 0,3% in più rispetto al mese precedente, attestandosi al 10,1%. In cifre significa che in Italia ci sono 34mila occupati in meno, e il dato riguarda persone di età compresa tra i 25 e i 49 anni, uomini e donne.

I dati sull’occupazione in Italia forniti dall’Istat seguono quelli che l’Istituto ha diffuso sul Pil italiano relativi al terzo trimestre 2018, i quali affermano che il prodotto interno lordo è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente. Inoltre, rispetto ai livelli pre-crisi del 2008, il Pil è ancora inferiore del 4,9%. Un segnale che secondo l’Istituto di Statistica è sintomatico del fatto che l’economia italiana è “risultata stagnante”. Ma ufficialmente la linea del governo sulla manovra non cambia, la congiuntura negativa viene commentata così: “Lo avevamo previsto proprio per questo faremo una manovra espansiva”.

Ma senza conti in ordine non si garantisce la sovranità dell’Italia. Sergio Mattarella invia il suo messaggio per celebrare la 94ma Giornata mondiale del risparmio: “L’equilibrio dei conti pubblici – espressamente richiamato dalla Costituzione – è condizione essenziale dell’esercizio della effettiva sovranità del Paese“.

E critica si mostra anche Confindustria. Il presidente Vincenzo Boccia non lascia dubbi: “C’è un segnale di rallentamento dell’economia globale e per un Paese come il nostro che esporta ha un effetto diretto”.

Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, lancia l’allarme sullo spread: “Le conseguenze di un prolungato, ampio rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato possono essere gravi”. Visco sottolinea che “direttamente o indirettamente il rischio sovrano ricade sulle famiglie italiane”. Un allarme condiviso anche dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli.

L’economia italiana ha rallentato, è malata, e la manovra proposta dal governo non sembra essere un’adeguata terapia. La presentazione della nuova manovra all’Europa, è fissata per il 13 novembre: fino ad allora godetevi l’effetto Di Maio.



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