SUL PROSSIMO CONGRESSO DEL PARTITO DEMOCRATICO DELLE MARCHE

Serve un Congresso vero, non di galleggiamento. Un Congresso che non sia il Festival dell’ipocrisia. Per due ordini di motivi. Uno che riguarda il passato, ma sono per guardare avanti. E uno che guarda più al futuro. Aspetto centrale.

Da un lato dobbiamo recuperare rispetto al Congresso precedente, fatto a carte bollate, favorendo la vittoria di Comi e l’esclusione di Ceriscioli che appena un anno dopo sarebbe poi diventato, vincendo le Primarie, candidato alla presidenza della regione. Ma questo, dicevo, appartiene al passato.

Dall’altro perché ce lo impone il momento. E questo è fondamentale. C’è preoccupazione in giro, non facciamo gli ipocriti. Se in passato dinanzi a una situazione nazionale critica si faceva scudo con il buon governo degli enti locali, questo oggi c’è meno. Rivendicare il buon governo del passato non basta più. Non ci sono più le certezze di un tempo. In una regione che ha cambiato e sta cambiando pelle. L’analisi del voto del 4 marzo non è solo politica ma socio economico.

E allora in questo contesto decidere di non decidere, far finta di nulla non credo sia la scelta che un gruppo dirigente autorevole debba fare. C’è bisogno di unità certo. Anch’io vorrei un Congresso unitario. Ma unità su cosa? Per me sulla chiarezza di una linea. Che non può essere di galleggiamento e di ipocrisia. Nè tantomeno di tatticismi o personalismi. Basta scontrarci su correnti (la mia è il territorio). Al governo ci sono persone che stanno condannando il Paese, e le giovani generazioni: obblighiamo l’orgoglio personale a fare un passo indietro, così da anteporre finalmente il bene comune. Io mi sono chiamato fuori dalla corsa alla segreteria perché non ho l’assillo del ruolo ad ogni costo. L’ho avuto, magari un domani tornerò ad averlo oppure no. Capisco chi ce l’ha, chi ce l’ha oggi e ha paura di non averlo più domani, chi non ce l’ha mai avuto e vorrebbe averlo. Ma la politica come la vita è una ruota. Gira. L’importante è servire sempre e comunque il territorio e aver rispetto dei cittadini

Considero utile la convocazione delle primarie. Anzi per me dovrebbe essere il Presidente a indirle. Per rafforzare la sua candidatura. Io lo sosterrò come ho fatto in passato quando si candidó alla Segreteria e alla presidenza della regione. Se ci sono altri candidati escano allo scoperto. Io Ceriscioli lo ritengo capace. Non so se sia isolato o meno. So che avrei fatto altre scelte per la Giunta. Avrei nominato un Assessore alla Sanità ad esempio e uno alla ricostruzione post sisma. Credo che bisogna modificare lo Statuto per aprirsi sempre più a competenze e professionalità esterne. Per quanto riguarda le Alleanze dovremmo decidere che l’Alleanza si farà sulle cose da fare e non mettendo insieme tutto e il contrario di tutto. Propongo insomma il percorso utilizzato ad Ancona. Non so se esiste un metodo Ancona. Ma conosco il metodo che Ancona si è data e conosco l’esito di quelle scelte. E il PD, grazie anche ad una lista forte, ha preso il 30%.

Prima dei nomi conta la linea politica. E per me è quella sopra. Ma soprattutto è quella che mette al centro il cittadino e i suoi problemi: credo che di temi dovremmo parlare al congresso. Sanità, liste di attesa, pronto soccorso, economia e lavoro. Non credo che il nostro destino sia diventare la prima regione del sud Italia ma di tornare ad essere tra quelle più dinamiche del nord Italia Partito Democratico Luca Ceriscioli Valeria Mancinelli



Ti potrebbe interessare anche...

Lascia un commento

X