Il bilancio degli eventi sismici del 2016 e 2017 è stato pesantissimo, in termini di vite umane e di economia del territorio, con la perdita di centinaia di migliaia di case, scuole, edifici pubblici, attività imprenditoriali, e un danno gravissimo al patrimonio culturale e artistico del Paese. Una approssimativa stima dei danni e dei costi causati dal terremoto al 15 febbraio 2017: oltre 23 miliardi e mezzo di euro (12,9 agli edifici privati, 1,1 miliardi agli edifici pubblici). La stima comprende i danni diretti (distruzione di edifici, infrastrutture, raccolti e danni ad industrie, imprese, al patrimonio culturale, alle reti di distribuzione) e i costi eleggibili (quelli che lo Stato sostiene per far fronte all’emergenza: ripristino delle funzionalità delle infrastrutture e degli impianti dei diversi settori, per gli alloggi provvisori, per i servizi di soccorso, per la messa in sicurezza delle infrastrutture di prevenzione e per la protezione del patrimonio culturale e il ripristino delle zone danneggiate).

Lo stato di emergenza e i primi interventi

In seguito agli eventi sismici, a partire dal 24 agosto 2016, è stato adottato un articolato quadro di provvedimenti (ordinanze e normativa primaria). 

Il primo intervento del Governo, poche ore dopo le scosse del 24 agosto, è stato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 agosto 2016 che ha dichiarato l’eccezionale rischio di compromissione degli interessi primari a causa degli eventi sismici che hanno interessato il territorio delle province di Rieti, Ascoli Piceno, Perugia e L’Aquila. Tale decreto ha disposto, in particolare, il coinvolgimento delle componenti e delle strutture operative della Protezione Civile per fronteggiare l’emergenza. Gli effetti di tale decreto sono stati poi estesi da un successivo D.P.C.M. anche ai territori delle province di Fermo e di Macerata. Con successiva delibera del Consiglio dei Ministri del 25 agosto 2016 è stato dichiarato lo stato d’emergenza per i territori colpiti, e sono stati stanziati 50 milioni di euro per gli interventi di immediata necessità, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali. Il 1° settembre, con decreto del Ministro dell’economia, sono stati sospesi i termini dei versamenti e degli adempimenti tributari (scadenti nel periodo compreso tra il 24 agosto 2016 ed il 16 dicembre 2016) a favore dei contribuenti che avevano la residenza ovvero la sede operativa nel territorio dei comuni colpiti dagli eccezionali eventi sismici del giorno 24 agosto 2016.

A ridosso dell’emergenza, inoltre, al Capo del Dipartimento della Protezione civile è stato assegnato il coordinamento degli interventi urgenti di soccorso alle popolazioni. Le misure conseguentemente adottate in questa prima fase con apposite ordinanze, sono state finalizzate agli interventi necessari nella fase di prima emergenza per assicurare le attività di soccorso, assistenza e ricovero delle popolazioni colpite, gli interventi di messa in sicurezza e volti a rimuovere le situazioni di rischio e evitare situazioni di pericolo o maggiori danni a persone e cose. Sono stati poi previsti i contributi per l’autonoma sistemazione per le famiglie colpite, la sospensione dei mutui per gli edifici distrutti o inagibili, le modalità di utilizzo di donazioni e atti di liberalità a favore delle popolazioni. Successivamente si è pensato, tra le altre cose, ad organizzare lo svolgimento dell’attività scolastica, e sono state previste misure per lo svolgimento delle verifiche di agibilità post-sismica.

Ad inizio settembre, con decreto del Presidente della Repubblica, è stato poi nominato Commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani. Paola De Micheli è stata poi nominata dal Consiglio dei Ministri dell’8 settembre 2017 nuova Commissaria straordinaria del Governo ai fini della ricostruzione.

  1. I comuni coinvolti e la popolazione

Gli eventi sismici del Centro Italia hanno coinvolto 140 Comuni ricompresi in 4 regioni (87 nelle Marche; 23 in Abruzzo; 15 nel Lazio e 15 in Umbria). 

Di questi:

a) secondo quanto previsto dall’articolo 1 del decreto-legge n. 189 del 2016 e i relativi allegati 1 e 2:

  • 62 Comuni fanno parte del primo cratere sismico del 24 agosto 2016;
  • 69 Comuni sono stati aggiunti al primo cratere a seguito degli eventi sismici del 26 e del 30 ottobre 2016.

b) 9 comuni sono stati aggiunti al cratere sismico individuato dal DL n. 189 del 2016 in conseguenza degli eventi sismici verificatisi in Abruzzo nel 2017 (decreto-legge n. 8 del 2017).

Il territorio colpito dal sisma riguarda in prevalenza piccoli comuni: il 40% di essi – in tutto 56 – ospita meno di 1.000 abitanti ciascuno e solo il 5% dell’intera popolazione del cratere.

Nei territori colpiti dagli eventi sismici sono comunque, complessivamente, residenti quasi 600 mila persone, interessando circa 8.000 km2 di territorio:

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  1. Le risorse stanziate per la ricostruzione

A partire dall’agosto del 2016 sono stati stanziati per il Sisma nel Centro Italia complessivamente 13,16 miliardi di euro, di cui circa la metà è concentrata nel periodo 2016-2019. 

In particolare:

  • con il decreto legge n. 189 del 2016, sono stati stanziati 1,5 miliardi di euro per fronteggiare l’emergenza post sisma. Le principali voci d’intervento sono costituite da uno stanziamento di 200 milioni per la realizzazione di interventi di prima necessità, da misure (per un impatto di circa 300 milioni) volte al sostegno dei redditi dei lavoratori impossibilitati a svolgere la loro attività, dalla sospensione dei versamenti tributari (circa 200 milioni di euro) e di quelli contributivi (circa 440 milioni di euro); 
  • con la legge di bilancio per il 2017, sono stati stanziati 7,4 miliardi di euro, destinati in particolare alla ricostruzione privata e pubblica, di cui 6,1 miliardi di euro per la concessione del credito d’imposta maturato in relazione all’accesso ai finanziamenti agevolati, di durata venticinquennale, per la ricostruzione privata, ed 1 miliardo di euro per la concessione dei contributi per la ricostruzione pubblica. A questi si aggiungono 300 milioni di euro a valere sulle risorse dei programmi operativi cofinanziati dai fondi strutturali che sono stati messi a disposizione delle regioni per la realizzazione di opere di ricostruzione;
  • con il decreto legge n. 8 del 2017, sono stati stanziati 1,06 miliardi, di cui oltre la metà destinati alla ripresa economica dei territori colpiti dal sisma. Nel dettaglio, la misura di maggior rilievo riguarda la concessione di finanziamenti erogati ai titolari di impresa e di lavoro autonomo per il pagamento dei tributi per il 2017 e il 2018 (380 milioni per il 2017 e 180 milioni per il 2018. A questi si aggiungono i contributi diretti alle imprese per la ripresa delle attività produttive (23 milioni per il 2017), i contributi per il settore zootecnico (23 milioni per il 2017), e per il settore agricolo (15 milioni per il 2017) ed il credito d’imposta per agevolare gli investimenti produttivi nelle aree in questione (44 milioni complessivi per il 2017 e il 2018). Altre risorse sono state stanziate, infine, per le fasce più disagiate (41 milioni per il 2017).
  • con il decreto legge n. 50 del 2017 sono stati stanziati circa 2,9 miliardi di euro complessivi, di cui 2,2 miliardi per consentire l’accelerazione delle attività di ricostruzione privata e pubblica, 600 milioni circa per il sostegno delle attività produttive e la creazione della ZFU e 90 milioni di euro per gli enti locali;
  • con il decreto legge n. 91 del 2017 sono stati stanziati 256,8 milioni di euro, gran parte dei quali destinati al ripristino e alla messa in sicurezza della Strada dei Parchi (250 milioni di euro complessivi) e i restanti 5 milioni di euro per garantire il regolare svolgimento dell’anno scolastico 2017-2018;

La legge di bilancio per il 2018 e il decreto legge n. 148 del 2017 hanno previsto numerosi interventi di semplificazione delle procedure per la ricostruzione pubblica e privata e di correzione ed integrazione di norme vigenti. Ulteriori provvedimenti (ad es., il DL n. 244 del 2016, il DL n. 148 del 2017 e il DL n. 55 del 2018) hanno previsto proroghe e sospensioni di pagamenti (fatture relative ad utenze, tributi e contributi) necessarie al sostegno della popolazione e delle imprese colpite dal sisma.

Analizzando la ripartizione delle risorse per finalità, i provvedimenti finora emanati hanno destinato circa il 75% delle risorse alla ricostruzione del patrimonio infrastrutturale e immobiliare, circa il 20 per cento al sostegno delle attività produttive e il 5% per gli interventi emergenziali e il sostegno delle pubbliche amministrazioni.

Rispetto ai precedenti eventi sismici, si è registrato un maggiore impegno finanziario per la ripresa delle attività produttive (quasi 2,5 miliardi) e per il sostegno alle necessità economiche della popolazione.

  1. Il modello di ricostruzione

Il metodo di lavoro adottato per portare avanti il processo di ricostruzione delle aree terremotate del centro Italia si è sempre basato sulla condivisione delle scelte con tutti i soggetti istituzionali coinvolti. 

La ratio della normativa (ex decreto-legge n. 189 del 2016, dal quale poi prende le mosse tutta la strumentazione operativa) è fondata sulla costruzione di un sistema di “vasi comunicanti” tra il centro e la periferia, le cui decisioni sostanziali, in materia di modalità ricostruttive, sono operate dal Commissario Straordinario unitamente ai Vice Commissari/Presidenti di Regione nella cabina di coordinamento, mentre le decisioni attinenti alle risorse economico-finanziarie destinate alla ricostruzione (stimate anch’esse unitamente ai Vice Commissari) sono effettuate, su istanza del Commissario, dal Governo e dal Parlamento.

Il Commissario Straordinario raccoglie le istanze territoriali ed agisce da centro propulsore nei confronti dell’Amministrazione Centrale, da raccordo con le attività effettuate dalla Protezione Civile in fase emergenziale, e da coordinatore delle attività delle Regioni che hanno il fondamentale compito di operare, attraverso il Comitato Istituzionale, con il pieno coinvolgimento dei comuni e delle province colpite.

Come si è già detto, poco dopo il primo evento sismico, con decreto del Presidente della Repubblica 9 settembre 2016 Vasco Errani è stato nominato Commissario straordinario per la ricostruzione nei territori dei comuni delle regioni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Paola De Micheli è stata poi nominata nuova Commissaria straordinaria del Governo per la ricostruzione dal Consiglio dei Ministri dell’8 settembre 2017. Assieme alla Protezione Civile, che ha assicurato gli interventi di prima urgenza, questa è stata l’ossatura inziale del modello di ricostruzione in Centro Italia. Il decreto-legge n. 189 del 2016, con le successive modificazioni, ha poi completato la strutturazione della governance per la ricostruzione: Commissario straordinario, Vice-Commissari, Uffici Speciali per la ricostruzione. 

Le principali funzioni e compiti del Commissario: il Commissario straordinario provvede all’attuazione degli interventi ai sensi e con i poteri previsti dal decreto, assicura una ricostruzione unitaria e omogenea e a tal fine programma l’uso delle risorse, approva le ordinanze e le direttive necessarie per la progettazione ed esecuzione degli interventi. Il Commissario, riferendo direttamente al Presidente del Consiglio, opera il coordinamento con le Amministrazioni statali, in raccordo con i Presidenti delle Regioni interessate dal sisma e con i Sindaci, nonché in stretto contatto con l’Autorità nazionale anticorruzione, per definire piani, programmi e risorse necessarie a ricostruire edifici pubblici e privati ed infrastrutture.

I Vicecommissari, individuati nei Presidenti delle Regioni interessate, operano in stretto raccordo con il Commissario straordinario, che può delegare loro le funzioni a lui attribuite. Essi, inoltre, esercitano le funzioni di propria competenza sia al fine di favorire il superamento dell’emergenza e l’avvio degli interventi immediati di ricostruzione, sia in relazione alle misure di sostegno alle imprese e per la ripresa economica dettate; sovraintendono agli interventi relativi alle opere pubbliche e ai beni culturali di competenza delle Regioni; curano, sotto la propria responsabilità, i procedimenti relativi alla concessione dei contributi per gli interventi di ricostruzione e riparazione degli immobili privati. In ogni Regione è poi costituito un comitato istituzionale, composto dal Presidente della Regione, che lo presiede in qualità di vice commissario, dai Presidenti delle Province interessate e dai Sindaci dei Comuni, nell’ambito dei quali sono discusse e condivise le scelte strategiche, di competenza dei Presidenti.

Per la gestione della ricostruzione ogni Regione istituisce, unitamente ai Comuni interessati, un ufficio comune, denominato Ufficio speciale per la ricostruzione, presso cui è costituito uno Sportello unico per le attività produttive unitario per tutti i Comuni coinvolti. Le Regioni disciplinano l’articolazione territoriale di tali uffici, per assicurarne la piena efficacia e operatività, nonché la dotazione del personale destinato agli stessi. Gli Uffici speciali curano la pianificazione urbanistica connessa alla ricostruzione, l’istruttoria per la concessione di contributi e tutti gli altri adempimenti relativi alla ricostruzione privata, provvedono alla diretta attuazione degli interventi di ripristino o ricostruzione di opere pubbliche e beni culturali e alla realizzazione degli interventi di prima emergenza; operano come uffici di supporto e gestione operativa a servizio dei Comuni. 

  1. I contributi per la ricostruzione privata e lo stato dell’arte della ricostruzione

La ricostruzione nel Centro Italia è assai complessa per la vastità dell’area interessata (area grande quanto la regione Umbria), per il numero delle unità immobiliari coinvolte (341.449 edifici), per l’entità della distruzione (numerosi comuni completamente distrutti), per i danni ambientali e alle infrastrutture pubbliche (strade, ponti, acquedotti), per le difficoltà legate alla collocazione delle macerie, che nel loro insieme hanno reso difficili gli interventi e l’organizzazione dei lavori di risistemazione del territorio e di ricostruzione. 

La ricostruzione degli immobili privati ad uso abitativo e ad uso produttivo e degli immobili pubblici ha un quadro normativo definito. Dopo una complessa fase di ricognizione degli edifici danneggiati dal sisma (danno lieve e danno grave), la ricostruzione privata (ad uso abitativo e ad uso produttivo) sta per essere avviata. 

Per quanto riguarda la ricostruzione privata, le disposizioni vigenti prevedono:

a) il riconoscimento di contributi per la ricostruzione di immobili ad uso abitativo che possono essere pari al 100 per cento nei casi di inagibilità di:

  • abitazione principale (prima casa) dentro e fuori il cratere; 
  • abitazione non principale (seconda casa) dentro il cratere; 
  • abitazione non principale (seconda casa) fuori dal cratere, purché all’interno di centri storici o borghi caratteristici.

I contributi per la ricostruzione privata possono essere pari al 50 per cento nei casi di inagibilità di:

  • abitazione non principale (seconda casa) fuori dal cratere, fuori dai centri storici e fuori dai borghi caratteristici.

b) possono accedere al contributo i proprietari/usufruttuari/familiari/titolari di diritti reali di godimento di unità immobiliari danneggiate o distrutte dal sisma che risultavano: 

  • adibite ad abitazione; 
  • concesse in locazione con contratto di affitto; 
  • concesse in comodato; 
  • adibite ad attività di impresa; 
  • seconde case.

c) gli adempimenti preliminari per l’accesso al contributo prevedono:

  • la compilazione da parte della protezione civile una scheda AeDES con esito di inagibilità dell’edificio;
  • l’emanazione di una ordinanza sindacale di inagibilità (da produrre prima del rilascio del decreto di concessione del contributo solo per i cosiddetti “danni lievi”)

Oppure 

  • la compilazione della Scheda Fast con esito di non utilizzabilità; 
  • la compilazione di una Scheda AeDES con esito di inagibilità compilata dal tecnico privato entro il 31 marzo 2018;
  • l’emanazione di una Ordinanza sindacale di inagibilità (da produrre prima del rilascio del decreto di concessione del contributo solo per i cosiddetti “danni lievi”).

d) il termine per la presentazione della domanda da parte del professionista abilitato, incaricato dal proprietario dell’immobile, è prevista per il 31 luglio 2018 (edifici inagibili con danno lieve) e per il 31 ottobre 2018 (edifici con danno grave).

Il professionista deve: 

  • attestare il livello di danno in base a quanto definito dalle Ordinanze del Commissario. In particolare, deve periziare il livello di danno dell’immobile, se lieve o grave; 
  • progettare l’intervento da realizzare per ripristinare l’immobile.

La domanda deve essere predisposta dal tecnico incaricato, che deve presentarla all’Ufficio Speciale per la ricostruzione attraverso la piattaforma informatica MUDE. 

e) i lavori di riparazione o di ricostruzione degli immobili potranno essere avviati solo dopo che, a seguito della presentazione della domanda, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione avrà riconosciuto il contributo.

f) i proprietari degli immobili possono rivolgersi alle banche convenzionate, aderenti alla Convenzione ABI-CDP “Plafond Sisma Centro Italia”, per richiedere l’erogazione di finanziamenti agevolati per la ricostruzione dei territori colpiti dagli eventi sismici

Per quanto riguarda la ricostruzione privata di edifici inagibili con danno lieve:

  • con l’ordinanza n. 55 del 24 aprile 2018 è stato prorogato al 31 luglio 2018 il termine per la presentazione dei progetti di riparazione degli edifici inagibili con danno lieve (classificazione schede AeDES B). Il provvedimento si è reso necessario per agevolare il lavoro dei tecnici e andare incontro alle comunità, alla luce dell’elevato numero di pratiche non ancora presentate agli Usr regionali;

Per quanto riguarda la ricostruzione privata di edifici con danno grave:

  • la struttura commissariale ha elaborato le linee guida per la costituzione dei consorzi che dovranno realizzare gli interventi di ricostruzione o ripristino degli edifici danneggiati relativi ad aggregati edilizi urbani o volontari. Tre le tipologie previste: 

a) un Consorzio obbligatorio per interventi unitari su edifici privati o di proprietà pubblica-privata inclusi in aggregati edilizi (oppure nelle Unità mobiliari indipendenti) compresi in aree perimetrate dei centri storici, dei centri urbani o agricoli;

b) un Consorzio obbligatorio per interventi unitari su edifici privati o di proprietà pubblica-privata compresi in aggregati edilizi (oppure nelle unità mobiliari indipendenti) approvati con deliberazione dei Consigli comunali; 

c) un Consorzio per interventi unitari su edifici privati compresi in aggregati edilizi volontari.
In funzione di ciascuna tipologia le linee guida disciplinano, tra l’altro, le attività dei consorzi, l’ammissione di nuovi consorziati, la durata, l’esercizio finanziario, gli organi consortili, l’assemblea, la gestione del contributo, il monitoraggio delle attività.

Ricostruzione privata di immobili ad uso produttivo 

Per quanto riguarda la ricostruzione privata di immobili ad uso produttivo, le disposizioni vigenti prevedono:

a) il riconoscimento di contributi che possono essere pari:

1) al 100 per cento nei casi di:

  • spese per gli interventi su immobili e per gli interventi di delocalizzazione definitiva;
  • riparazione, ripristino o ricostruzione di immobili ad uso produttivo;
  • delocalizzazione temporanea dell’attività.

2) all’80 per cento nei casi di:

  • spese per il ripristino dei beni strumentali; 
  • ripristino e/o riacquisto di beni mobili strumentali.

3) al 60 per cento nei casi di:

  • spese per il ripristino delle scorte;
  • ripristino di scorte;
  • acquisto di materie prime e sussidiarie;
  • ripristino dei semilavorati e prodotti finiti;
  • risanamento del danno economico subito da prodotti in corso di lavorazione o di stoccaggio.

Il contributo viene erogato direttamente dall’istituto di credito, sotto forma di credito d’imposta, all’impresa esecutrice e ai professionisti incaricati, ad eccezione delle delocalizzazioni per affitto pagate all’imprenditore direttamente dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione.

b) possono accedere al contributo i titolari o i conduttori di unità immobiliari ad uso produttivo danneggiate lievemente o gravemente dal sisma, purché l’impresa sia attiva, iscritta al registro delle imprese, regolarmente costituita, non sottoposta a procedure di fallimento o di liquidazione, in regola con gli obblighi contributivi e con gli obblighi normativi, adempiente agli obblighi previsti in presenza di una richiesta di recupero degli aiuti dichiarati dalla Commissione europea illegali o incompatibili.

c) gli adempimenti preliminari per l’accesso al contributo e i termini per la presentazione delle domande sono identici a quelli previsti per la ricostruzione di immobili ad uso abitativo.

d) i lavori di riparazione o di ricostruzione degli immobili ad uso produttivo potranno essere avviati solo dopo che, a seguito della presentazione della domanda, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione avrà riconosciuto il contributo. Per i danni lievi, invece, la sola richiesta di contributo già vale come titolo abilitativo edilizio. È possibile iniziare subito i lavori solo nei casi previsti dall’articolo 8 del D.L.189/2016.

Ricostruzione pubblica

Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica sono stati finora approvati due programmi di ricostruzione, riparazione e ripristino di opere pubbliche nei territori colpiti dagli eventi sismici del 2016. In particolare:

  • il primo programma è stato avviato con l’approvazione di tre ordinanze del Commissario straordinario (Ord. n. 33 dell’11 luglio 2017; Ord. N. 37 dell’8 settembre 2017; Ord. N. 38 dell’8 settembre 2017) per un onere complessivo di 597,6 milioni di euro;
  • con l’ordinanza del Commissario straordinario del 10 maggio 2018 è stato approvato il secondo programma degli interventi di ricostruzione, riparazione e ripristino delle opere pubbliche nei territori colpiti dagli eventi sismici del Centro Italia. Essa contiene numerosi interventi riguardanti l’edilizia scolastica, le sedi municipali, le opere pubbliche di adeguamento e miglioramento sismico, il dissesto idrogeologico e il demanio, per un onere economico pari a 897 milioni di euro, di cui 500 milioni nel 2018 e 397 nel 2019.
  1. Le norme del decreto-legge n. 55 del 2018

Il decreto legge n. 55 del 2018, attualmente all’esame del Senato, prevede esclusivamente disposizioni urgenti finalizzate al sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto del 24 agosto 2016 e dalle successive scosse, quali la proroga e la sospensione dei termini relativi ad adempimenti e a versamenti tributari e contributivi, la sospensione del pagamento del canone RAI e la sospensione del pagamento delle utenze. Esso, pertanto, non interviene sulle procedure della ricostruzione.

Nello specifico, l’articolo 1:

  • al comma 1, dispone che la ripresa della riscossione dei tributi sospesi in favore dei soggetti diversi dai titolari di reddito di impresa, di lavoro autonomo, nonché degli esercenti attività agricole (ossia lavoratori dipendenti e pensionati) decorra dal 16 gennaio 2019, anziché dal 31 maggio 2018, con la contestuale rateizzazione del versamento delle somme oggetto di sospensione in 60 rate mensili di pari importo (in luogo delle 24 attualmente previste). 

Inoltre, viene previsto che l’insufficiente, tardivo o omesso pagamento di una o più rate ovvero dell’unica rata comporta l’iscrizione a ruolo degli importi scaduti e non versati nonché delle relative sanzioni e interessi e la cartella è notificata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di scadenza dell’unica rata o del periodo di rateazione. L’iscrizione a ruolo non è eseguita se il contribuente si avvale del ravvedimento;

Infine, si proroga la sospensione del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi di assicurazione, posticipando la data di inizio del rimborso dal mese di maggio 2018 al mese di gennaio 2019 ed estendendo il periodo di rateizzazione dagli attuali 24 a 60 mesi;

  • al comma 2, dispone la proroga al 1° gennaio 2019 dei termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme risultanti dagli atti emessi dall’Agenzia delle entrate e dall’INPS;
  • ai commi da 3 a 5, si stabilisce la sospensione del pagamento del canone RAI fino al 31 dicembre 2020 e la ripresa della riscossione – senza applicazione di sanzioni e interessi – dal 1° gennaio 2021 mediante rateizzazione fino a 24 rate mensili;
  • al comma 6, dispone la proroga della sospensione dei pagamenti delle fatture relative alle utenze per i soggetti danneggiati fino al 1° gennaio 2019.
  • ai commi 7 e 8, si prevede il rifinanziamento del Fondo per gli interventi strutturali di politica economica e la copertura finanziaria del provvedimento.

APPENDICE

Le misure per il sostegno della popolazione e delle imprese del centro Italia adottate dal 2016 

Per fronteggiare la gravità degli eventi, per le popolazioni interessate e per il tessuto produttivo delle aree colpite, e anche a causa del protrarsi della situazione emergenziale, con le continue, ripetute e forti scosse telluriche che hanno interessato il Centro Italia, il sistema istituzionale (Governo, Parlamento, Dipartimento della Protezione civile, Commissario straordinario) sono intervenuti con una pluralità di strumenti normativi al fine di dare risposte di primo intervento e di lungo periodo per la ripresa  del territorio. Dei maggiori interventi si dà di seguito conto.

  1. Il decreto-legge n. 189 del 2016 

Al fine di disciplinare il processo di ricostruzione, il 17 ottobre 2016 (ovvero pochi giorni prima delle ulteriori gravissime scosse di fine ottobre), è stato emanato il decreto-legge n. 189, recante Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016. Sinteticamente, esso reca un articolato quadro di disposizioni per:

  • la ricostruzione privata e pubblica nei territori del cratere;
  • la gestione ambientale post-sisma nelle zone colpite;
  • la governance degli interventi attraverso gli organi della gestione straordinaria (Commissario straordinario; Vice Commissari, individuati nei Presidenti delle Regioni interessate; Cabina di coordinamento; Comitato istituzionale regionale) nonché con gli Uffici speciali per la ricostruzione;
  • la legalità e la trasparenza, con il controllo dell’Autorità nazionale anti corruzione (ANAC);
  • il patrimonio culturale, con disposizioni specifiche ad hoc;
  • le misure di sostegno ai lavoratori e alle imprese;
  • la sospensione del pagamento di tasse e altri adempimenti fiscali, tributari e contributivi e dei termini amministrativi. 

Nel decreto n. 189 del 2016 sono poi confluite, nel corso dell’esame parlamentare, le disposizioni del decreto-legge n. 205 del 2016 (recante Nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni e dei territori interessati dagli eventi sismici del 2016), riferito ai successivi eventi sismici dell’ottobre 2016. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base del medesimo decreto-legge n. 205. Si fa dunque riferimento a tutti gli eventi sismici a far data dal 24 agosto, ed è esteso l’elenco dei Comuni colpiti dal sisma cui le disposizioni del decreto si applicano: sono 62 Comuni colpiti dal sisma del 24 agosto e 69 Comuni colpiti dagli eventi sismici del 26 e del 30 ottobre 2016, ma anche altri comuni in cui si siano verificati danni causati dagli eventi sismici.  

L’elemento centrale del decreto è, soprattutto, la individuazione delle tipologie di intervento che nei territori colpiti possono beneficiare di contributi fino al 100 % delle spese occorrenti: sono gli interventi per la riparazione, il ripristino o la ricostruzione degli immobili di edilizia abitativa e ad uso produttivo e per servizi, così come le infrastrutture e le dotazioni territoriali; il rimborso dei gravi danni alle scorte, compresi i prodotti agricoli e alimentari, e ai beni mobili strumentali alle attività economiche; il rimborso delle spese per la delocalizzazione temporanea delle attività economiche, produttive e dei servizi pubblici; il recupero dei danni agli edifici privati di interesse storico-artistico. Sono anche compresi gli interventi di assistenza diretta alla popolazione: gli oneri per l’autonoma sistemazione, gli interventi sociali e socio-sanitari nella fase dell’emergenza, e gli interventi per far fronte ad interruzioni di attività sanitarie, educative. I contributi saranno erogati sotto forma di finanziamenti agevolati, e sono disciplinati criteri e modalità di concessione degli stessi.

Tra le altre previsioni rilevanti non vanno tuttavia dimenticate la istituzione di un Fondo per la ricostruzione delle aree terremotate (dotazione iniziale di 200 milioni) per gli interventi di immediata necessità, le prime azioni per soddisfare le esigenze abitative delle popolazioni nonché la procedura per avviare gli interventi di immediata riparazione per favorire il rientro nelle abitazioni solo lievemente danneggiate, l’attuazione degli interventi di ripristino dei centri storici e dei nuclei urbani e rurali nell’ambito di una pianificazione urbanistica generale, la procedura per la programmazione, la progettazione e la realizzazione degli interventi per la ricostruzione, la riparazione e il ripristino degli edifici pubblici, nonché sui beni del patrimonio culturale, cui è unita l’estensione dell’art-bonus per le erogazioni liberali a favore delle aree terremotate. Altrettanto rilevanti gli interventi per il ripristino delle infrastrutture viarie fortemente danneggiate dagli eventi sismici e un programma delle infrastrutture ambientali, le norme per garantire lo svolgimento regolare delle attività scolastiche. Norme specifiche sono dettate per le attività produttive (intervento del fondo di garanzia per le PMI, agevolazioni a favore delle imprese danneggiate, disposizioni per aziende agricole, agroalimentari e zootecniche, finanziamenti agevolati a tasso zero per micro, piccole e medie imprese, l’applicazione del regime di aiuto per le aree industriali in crisi all’area del cratere, ecc.), e a tutela dei lavoratori e a sostegno del reddito. 

  1. La legge di bilancio per il 2017

Con la legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio per il 2017), il legislatore ha voluto prevedere una serie di incentivi per favorire gli interventi di riqualificazione antisismica.

In primo luogo (art. 1, commi 2-3), per gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche a decorrere dal 1° gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2021, è stata prevista la detrazione del 50 per cento (cinque quote annuali di pari importo). Il beneficio si applica agli edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità, (zone 1 e 2), e agli edifici situati in zona sismica 3 (in cui possono verificarsi forti terremoti ma rari). Nel caso in cui l’intervento antisismico determini il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore, la detrazione di imposta spetta al 70 per cento della spesa sostenuta, mentre il passaggio a due classi di rischio inferiori, con miglioramento della tenuta antisismica, dà diritto a una detrazione dell’80 per cento. Per gli interventi sulle parti comuni di edifici condominiali si prevedono detrazioni di imposta pari al 75 per cento per il passaggio di una classe di rischio inferiore e dell’85 per cento per due classi. È prevista la cedibilità del credito (resta esclusa la cessione ad istituti di credito e intermediari finanziari). Tra le spese detraibili, anche le spese effettuate per la classificazione e verifica sismica degli immobili. Le detrazioni non sono cumulabili con le agevolazioni già previste, per le medesime finalità, dalle norme speciali per gli interventi in aree colpite da eventi sismici.

La legge di bilancio 2017 ha inoltre definito (art. 1, cc. 362 e 363) lo stanziamento delle risorse per gli interventi di ricostruzione privata e pubblica per la ricostruzione nei territori colpiti dagli eventi sismici: 

  • 6,1 miliardi di euro (100 milioni di euro per l’anno 2017 e 200 milioni di euro annui dall’anno 2018 all’anno 2047) per la concessione del credito d’imposta per la ricostruzione privata;
  • 1 miliardo di euro (200 milioni di euro per l’anno 2017, 300 milioni di euro per l’anno 2018, 350 milioni di euro per l’anno 2019 e 150 milioni di euro per l’anno 2020) per la ricostruzione pubblica,

prevedendo, inoltre, che le Regioni colpite possano destinare, nell’ambito dei pertinenti programmi cofinanziati dai fondi strutturali 2014/2020, ulteriori risorse, incluso il cofinanziamento nazionale, per un importo pari a 300 milioni di euro.

  1. Il “proroga termini” 2017

Il decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244 (convertito dalla legge n. 19 del 2017), è anch’esso intervenuto per dettare disposizioni in favore dei territori colpiti dagli eventi sismici del Centro Italia.

In particolare, sono stati previsti criteri di priorità nell’assegnazione di spazi finanziari da parte del Governo agli Enti locali, al fine di prevedere che sia data priorità agli investimenti dei comuni colpiti dagli eventi sismici e finalizzati a fronteggiare gli eccezionali eventi sismici e la ricostruzione, finanziati con avanzo di amministrazione o da operazioni di indebitamento, per i quali gli enti dispongono di progetti esecutivi redatti e validati in conformità alla vigente normativa, completi del cronoprogramma della spesa.

Viene poi prorogata di ulteriori 6 mesi la sospensione delle fatture relative alle utenze localizzate nei comuni colpiti dal sisma, limitatamente ai soggetti danneggiati che dichiarino l’inagibilità del fabbricato, della casa di abitazione, dello studio professionale o dell’azienda.

È estesa al 31 dicembre 2017 l’esclusione dalla base imponibile IRPEF dei sussidi occasionali, delle erogazioni liberali o dei benefici di qualsiasi genere, concessi da parte dei datori di lavoro privati a favore dei lavoratori residenti nei comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016.

Ulteriori proroghe, sempre al 31 dicembre 2017, previste dal decreto-legge a favore delle aree terremotate riguardano:

  • l’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo per le istanze presentate alla pubblica amministrazione dalle persone fisiche residenti o domiciliate e le persone giuridiche che abbiano sede legale o operativa nei comuni colpiti dagli eventi sismici;
  • i termini riferiti a rapporti interbancari per le banche insediate nei comuni colpiti dal sisma o per le dipendenze delle banche presenti nei predetti comuni;
  • il termine di sospensione dei pagamenti nei comuni colpiti dagli eventi sismici delle rate dei mutui e finanziamenti di qualsiasi genere e dei canoni di locazione finanziaria aventi ad oggetto edifici distrutti o divenuti inagibili o beni immobili o mobili strumentali ad attività imprenditoriali, commerciali, artigianali, agricole o professionali, limitatamente alle attività economiche e produttive e per i soggetti privati per i mutui relativi alla prima casa di abitazione, inagibile o distrutta.

Il decreto-legge dispone inoltre un contributo straordinario di 32 milioni di euro per il 2017, a copertura delle maggiori spese e delle minori entrate, in favore dei Comuni colpiti dagli eventi sismici in relazione alle esigenze connesse alla ricostruzione (la ripartizione delle risorse tra i Comuni è operata con provvedimenti del Commissario straordinario).

Il “proroga termini” ha previsto anche interventi per gli eventi sismici dell’Abruzzo 2009 e dell’Emilia Romagna 2012: un contributo straordinario in favore del Comune dell’Aquila e degli altri comuni del cratere (12 milioni + 2 milioni) per il 2017 e la proroga al 31 dicembre 2018 del termine per il riconoscimento del compenso per prestazioni di lavoro straordinario rese per l’espletamento delle attività conseguenti allo stato di emergenza a seguito degli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, da parte dei Commissari delegati (i Presidenti delle Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto).

  1. Il decreto-legge n. 8 del 2017

Nel gennaio 2017, gli ulteriori gravissimi eventi sismici del 18 gennaio 2017, assommati agli eccezionali fenomeni meteorologici che hanno colpito i territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria nella seconda decade di gennaio, hanno determinato la prima risposta di somma urgenza da parte del Consiglio dei ministri: è stata deliberata l’estensione dello stato di emergenza, ed è stato autorizzato uno stanziamento di 30 milioni di euro destinato a far fronte esclusivamente ai primi urgenti interventi di soccorso. Successivamente, lo stato di emergenza è stato prorogato di ulteriori 180 giorni, ed è stato deliberato un ulteriore stanziamento di 70 milioni di euro a valere sul Fondo per le emergenze nazionali.

A febbraio, poi, è stato emanato il decreto-legge n. 8 del 2017, per affrontare l’ultima emergenza e armonizzare il dettato normativo con le nuove necessità. Il decreto-legge ha provveduto dunque ad ampliare il cratere sismico, ricomprendendovi complessivamente 140 Comuni, a disciplinare la concessione di contributi ai soggetti privati e alle attività economiche e produttive danneggiati dagli eccezionali eventi meteorologici, e a novellare la normativa emanata sino ad allora.

In sintesi, il decreto-legge ha introdotto una serie variegata di interventi: dagli studi di microzonazione sismica di livello III, ai criteri per l’affidamento delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria connesse alle strutture di emergenza (in particolare delle SAE, strutture abitative d’emergenza), e per la pianificazione urbanistica connessa alla ricostruzione dei territori colpiti. Norme specifiche sono dettate per assicurare la continuità del culto, anche attraverso interventi di messa in sicurezza ed ulteriori interventi sulle strutture ecclesiali. Si interviene poi, tra l’altro, in materia di procedure relative alla progettazione degli interventi di ricostruzione pubblica, cui sono connessi le norme in materia di legalità e trasparenza, per ampliare gli ambiti del Programma delle infrastrutture ambientali, in materia di delocalizzazione temporanea di attività economiche o produttive. Particolare attenzione è data agli interventi a favore delle micro, piccole e medie imprese e del settore zootecnico, che caratterizzano l’attività economica delle aree colpite dal sisma (estensione dei finanziamenti e rapida esecuzione delle opere di urbanizzazione per la continuità operativa delle aziende). Sono inoltre destinate risorse specifiche per gli interventi per le verifiche di vulnerabilità sismica degli edifici scolastici. È poi esteso agli investimenti effettuati dalle imprese nei comuni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi, disciplinato dalla legge di stabilità 2016, fino al 31 dicembre 2018. Sono state poi introdotte in sede di esame parlamentare alcune disposizioni relative al sisma del 2009 in Abruzzo e a quello del 2012 in Emilia Romagna.

È stata anche prevista l’istituzione di un apposito dipartimento presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per l’esercizio delle funzioni di indirizzo e coordinamento dell’azione strategica del Governo connesse al progetto «Casa Italia».

  1. Il decreto-legge n. 50 del 2017

Ulteriori disposizioni in materia di gestione post-sisma nei territori del Centro Italia sono state introdotte con il decreto-legge n. 50 del 2017 – la cosiddetta Manovrina. In primo luogo, per il finanziamento delle attività di ricostruzione, è previsto lo stanziamento di 1 miliardo di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019 per gli interventi necessari a seguito degli eventi sismici, e viene istituito il Fondo da ripartire per l’accelerazione delle attività di ricostruzione, con una dotazione pari a 461,5 milioni di euro per l’anno 2017, 687,3 milioni di euro per l’anno 2018 e 669,7 milioni di euro per l’anno 2019. Le risorse del Fondo sono destinate a: 

  • interventi di ricostruzione nei comuni del cratere; in particolare, per il finanziamento delle verifiche di vulnerabilità degli edifici scolastici e degli edifici strategici, con la conseguente realizzazione dei progetti di ripristino e adeguamento antisismico, e degli interventi di ricostruzione privata; 
  • interventi nei comuni delle zone a rischio sismico 1, per il finanziamento delle verifiche di vulnerabilità degli edifici scolastici e per i relativi progetti di adeguamento, nonché per le verifiche di vulnerabilità degli edifici privati;
  • piani sperimentali per la difesa sismica degli edifici pubblici;
  • acquisto e manutenzione dei mezzi occorrenti per il soccorso alla popolazione civile;
  • attività di sorveglianza sismica e vulcanica sul territorio nazionale realizzate dall’Istituto nazionale di geofisica e di vulcanologia (INGV

Il decreto istituisce inoltre il Fondo per la progettazione definitiva ed esecutiva nelle zone a rischio sismico, per contributi ai comuni compresi nelle zone a rischio sismico 1 per la copertura delle spese di progettazione definitiva ed esecutiva, relativa ad interventi di opere pubbliche

Ancora, è incrementato il Fondo per la ricostruzione delle aree colpite dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 (63 milioni di euro per il 2017 e 132 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019) e per consentire l’avvio di interventi urgenti per la ricostruzione pubblica e privata viene autorizzata la spesa di 150 milioni di euro per l’anno 2017, che confluiscono nella contabilità speciale intestata al Commissario straordinario del Governo.

Il decreto interviene poi sulla disciplina concernente l’assegnazione ai comuni delle risorse del Fondo per contenziosi connessi a sentenze esecutive relative a calamità o cedimenti e su quella relativa all’erogazione delle somme per l’esecuzione di interventi a favore della ricostruzione pubblica e privata nei territori delle regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto colpiti dagli eventi sismici del 2012.

È anche prorogato fino al 31 dicembre 2019 il periodo entro il quale le imprese localizzate nei comuni colpiti dagli eventi sismici che effettuano investimenti possono beneficiare del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi, mentre sono incrementate le risorse disponibili per l’erogazione dei contributi che potranno essere concessi alle imprese del settore turistico nelle aree colpite dai sismi del 2016.

Il decreto ha autorizzato poi il Commissario straordinario per la ricostruzione a erogare ai comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 una compensazione della perdita del gettito della TARI fino ad un massimo di 16 milioni di euro per l’anno 2016 e di 30 milioni di euro annui per il triennio 2017-2019, prevedendo inoltre l’erogazione ai comuni colpiti del 90% del Fondo di solidarietà comunale (FSC) al fine di far fronte ai problemi di liquidità nei territori interessati.

Importante la istituzione di una Zona franca urbana nei comuni delle regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici. Destinatarie delle agevolazioni sono le imprese che hanno la sede principale o l’unità locale all’interno della zona franca e che hanno subìto, a causa degli eventi sismici, la riduzione del fatturato almeno pari al 25 per cento. 

Ulteriori interventi riguardano il settore agricolo, la raccolta differenziata dei rifiuti per i comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 e 2017, l’acquisto di case antisismiche, detrazioni fiscali per interventi di demolizione e di ricostruzione di interi edifici tali da determinare il passaggio di una o di due classi inferiori di rischio sismico.

  1. Il decreto-legge n. 91 del 2017

Nel decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, il cosiddetto decreto Mezzogiorno, sono state previste nuove disposizioni per il proseguimento delle attività emergenziali nelle aree del centro-Italia colpite dal sisma e per l’efficacia delle attività di protezione civile. È stato in primo luogo prorogato fino al 28 febbraio 2018 lo stato di emergenza. Tra le altre disposizioni introdotte dal decreto:

  • è stato prorogato al 31 dicembre 2017 il termine ultimo per la presentazione della documentazione per gli interventi ‘di immediata esecuzione’, inerenti il ripristino dell’agibilità degli edifici;
  • è innalzato di 200 milioni (da 500 a 700 milioni di euro), l’importo delle anticipazioni di risorse che possono essere disposte dal Ministero dell’economia, nell’attesa dell’accredito dei contributi dell’UE a carico del Fondo di solidarietà;
  • si fronteggiano gli oneri derivanti dal proseguimento delle attività di assistenza;
  • si interviene su trattamento e trasporto delle macerie e sulla gestione dei rifiuti 
  • è prorogata fino al 28 febbraio 2019 l’autorizzazione all’assunzione di personale di protezione civile;
  • si esentano dall’imposta di successione, dalle imposte e tasse ipotecarie e catastali, dall’imposta di registro o di bollo, gli immobili demoliti o dichiarati inagibili ricevuti in eredità;
  • si disapplicano le sanzioni previste per il mancato rispetto del patto di stabilità interno nei confronti dei comuni colpiti da recenti eventi sismici;
  • sono finanziati gli interventi di ripristino e messa in sicurezza della tratta autostradale A24 e A25, cosiddetta Strada dei Parchi;
  • si interviene infine sull’utilizzo degli avanzi di amministrazione, da parte dei Comuni terremotati, prevedendo tra le tipologie di investimento anche il miglioramento della dotazione infrastrutturale e il recupero degli immobili e delle strutture destinati ai servizi per la popolazione nell’ambito dei patti nazionali;
  • per la scuola, si prevedono norme per consentire il regolare svolgimento dell’anno scolastico nelle regioni colpite.
  1. Il decreto-legge n. 148 del 2017

Per quanto riguarda le risorse per la ricostruzione:

  • è stato innalzato da 700 milioni di euro a 1 miliardo di euro l’importo massimo delle risorse anticipabili a valere sul Fondo solidarietà dell’Unione europea ai fini dell’attivazione di interventi a favore delle aree del centro Italia colpite dal sisma.

Per quanto riguarda la ricostruzione privata e pubblica:

  • è stato previsto l’incremento del numero dei soggetti attuatori (c.d. stazioni appaltanti), per velocizzare il processo di ricostruzione. Con lo stesso scopo verranno incrementate le centrali di committenza;
  • per la progettazione opere pubbliche è stato stabilito che tutti gli oneri relativi agli incarichi di progettazione delle opere pubbliche post-sisma sono a carico della contabilità speciale, quindi del Commissario straordinario per la ricostruzione del sisma 2016 e non delle stazioni appaltanti;
  • è stato introdotto l’obbligo per i comuni di procedere allo svolgimento dell’attività istruttoria relativa al rilascio dei titoli abilitativi edilizi e prevista la facoltà di costituire presso l’ufficio speciale per la ricostruzione uno Sportello unico per le attività produttive (SUAP) unitario per tutti i comuni coinvolti; 
  • per la riparazione degli edifici con lievi danni, sono state eliminate le deroghe in materia di titoli abilitativi edilizi. L’avvio dei lavori di immediata esecuzione per la riparazione di edifici con danni lievi è condizionato alla presentazione della comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA). Inoltre, è stato prorogato al 30 aprile 2018 (ulteriormente prorogabile fino al 31 luglio 2018) il termine ultimo per la presentazione della documentazione necessaria per l’ottenimento dei contributi per i lavori eseguiti;
  • è stato fissato al 31 marzo 2018 il termine per la compilazione e la trasmissione della scheda AeDes (Agibilità e Danno nell’Emergenza Sismica) da parte dei tecnici professionisti incaricati. In caso di inosservanza del termine o delle modalità di redazione e presentazione della scheda AeDes, il professionista sarà cancellato dall’elenco speciale dei professionisti abilitati, non gli sarà riconosciuto il compenso per l’attività svolta e la domanda di contributo sarà dichiarata inammissibile;
  • è stata prevista la regolarizzazione temporanea degli immobili realizzati in assenza di titolo abilitativo (casette abusive) da coloro che, nella immediatezza degli eventi sismici, si siano trovati nell’urgente necessità di reperire una soluzione abitativa a causa dell’inagibilità della propria abitazione e abbiano realizzato in proprio edifici provvisori su aree di loro proprietà;  
  • è stata resa più rapida e agevole la definizione delle pratiche di contributo per la ricostruzione degli edifici siti nei comuni della regione Abruzzo, già interessati dal sisma del 2009. 

Per quanto riguarda le misure di sostegno alla popolazione è stato previsto:

  • il differimento, al 31 dicembre 2018, del termine di sospensione dei pagamenti dei mutui e finanziamenti per le attività economiche e, per i soggetti privati, sono stati sospesi i mutui relativi alla prima casa di abitazione, inagibile o distrutta. 
  • il differimento, al 31 dicembre 2020, del termine di sospensione dei pagamenti per le sole attività economiche e, per i soggetti privati, per i mutui relativi alla prima casa di abitazione, inagibile o distrutta, localizzate in una “zona rossa” istituita con apposita ordinanza sindacale, nel periodo compreso tra il 24 agosto 2016 e la data di entrata in vigore della norma; 
  • la possibilità per i beneficiari dei mutui e dei finanziamenti di optare tra la sospensione dell’intera rata ovvero la sospensione della sola quota capitale senza oneri aggiuntivi per il mutuatario. Ove non venga esercitata l’opzione, la sospensione riguarda l’intero importo delle rate in scadenza, rispettivamente, entro il 31 dicembre 2018 e, entro il 31 dicembre 2020, per gli immobili in “zona rossa”;
  • la sospensione, fino al 31 maggio 2018, dei pagamenti delle bollette di luce, acqua e gas, assicurazioni e telefonia per chi dichiara l’inagibilità di imprese, case o uffici. Inoltre, è stato previsto che gli enti erogatori rateizzino, almeno in 36 rate, i pagamenti al termine della sospensione; 
  • la ripresa, a decorrere dal 1o giugno 2018, dei termini per la notifica delle cartelle di pagamento nonché le attività esecutive da parte degli agenti della riscossione.
  1. La legge di bilancio per il 2018

La legge di bilancio per il 2018 ha introdotto ulteriori disposizioni finalizzate a risolvere alcune problematiche relative alla ricostruzione privata, alla ricostruzione pubblica, per il sostegno delle imprese e della zona franca urbana, nonché per il sostegno degli enti locali e del personale. In particolare: 

Per quanto riguarda la ricostruzione privata si stabilisce che:  

  • il beneficiario dei contributi per la ricostruzione privata è tenuto alla presentazione della documentazione relativa agli esiti della procedura concorrenziale, attivata per la selezione dell’impresa esecutrice dei lavori, in ogni caso prima dell’emissione del provvedimento di concessione del contributo; 
  • gli USR sono tenuti ad acquisire e verificare la documentazione relativa all’individuazione dell’impresa esecutrice dei lavori prima di trasmettere al vice commissario territorialmente competente la proposta di concessione del contributo; 
  • il Commissario straordinario provvede, con propria ordinanza, alla concessione di contributi anche per quanto riguarda gli immobili già danneggiati o resi inagibili dalla crisi sismica del 1997 e 1998 e, in Umbria, del 2009. 

Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica si prevede:  

  • di circoscrivere alle chiese, nonché agli edifici di culto di proprietà di enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, la possibilità di ricevere i contributi per la ricostruzione pubblica, purché siano di interesse-storico artistico;
  • che le diocesi, per gli interventi di ricostruzione pubblica sugli immobili in loro proprietà, sono soggetti attuatori limitatamente agli interventi sugli immobili di proprietà di enti ecclesiastici civilmente riconosciuti sottoposti alla giurisdizione dell’Ordinario diocesano;
  • che il Commissario straordinario può stipulare apposite convenzioni con INVITALIA, estendendo anche alla ricostruzione pubblica, le attività di controllo sulla ricostruzione privata previste con le convenzioni stipulate con il Corpo della guardia di finanza e con il Corpo nazionale dei vigili del fuoco; 
  • che i Comuni ricompresi nel cratere, assegnatari di finanziamenti per adeguamento sismico di edifici scolastici, continuino ad usufruire dei suddetti finanziamenti anche nel caso di accertata inagibilità dell’edificio a seguito degli eventi sismici e della conseguente collocazione in siti diversi delle scuole

Per quanto riguarda gli aiuti alle imprese e la zona franca urbana si stabilisce:  

  • la riscrittura di parte delle disposizioni relative alla concessione di contributi alle imprese danneggiate. In particolare, si prevede un’unica procedura di erogazione per tutte le richieste di contributo, riconoscendo priorità alle imprese con sede o unità locali ubicate nei territori colpiti e che hanno subito danni per effetto degli eventi sismici;
  • in relazione agli interventi a favore delle MPMI, la cancellazione del finanziamento dedicato a sostenere la nascita, nei territori colpiti, di nuove imprese e nuovi investimenti nei settori della trasformazione di prodotti agricoli, dell’artigianato, dell’industria, dei servizi alle persone, del commercio e del turismo, per dirottare tali risorse interamente al riavvio delle MPMI già presenti nei territori colpiti e danneggiate dagli eventi sismici; 
  • la modifica della disciplina per la concessione delle agevolazioni fiscali alle imprese che hanno la sede principale o l’unità locale all’interno della ZFU. Per le imprese collocate nei territori dei comuni colpiti dal sisma del 26 e del 30 ottobre 2016, le agevolazioni si applicano anche qualora la riduzione del fatturato del 25% si sia verificata nel periodo dal 1° novembre 2016 al 28 febbraio 2017. 
  • che l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, spetti anche ai titolari di imprese individuali o familiari che hanno subito la riduzione tendenziale del 25% nel fatturato dell’ultimo quadrimestre del 2016; 
  • che i soggetti diversi dai titolari di reddito d’impresa e lavoro autonomo possono effettuare i versamenti sospesi, a seguito degli eventi sismici succedutisi dal mese di agosto 2016, in 24 rate mensili a decorrere dal 31 maggio 2018;
  • la proroga dall’anno d’imposta 2017 fino all’anno d’imposta 2018 del beneficio relativo all’esenzione, ai fini delle imposte sui redditi (IRPEF, IRES), dei redditi da fabbricati inagibili, insistenti nei territori colpiti. 

Per quanto riguarda gli enti locali, si prevede:

  • il differimento al mese di novembre 2018 il pagamento delle rate in scadenza nel mese di novembre 2017, al fine di consentire agli istituti autonomi per le case popolari che hanno aderito alla definizione agevolata dei debiti, di completare i relativi versamenti entro l’anno 2018 e di usufruire dei benefìci derivanti dalla suddetta definizione agevolata; 
  • che in ciascun anno del periodo 2018-2021 è determinato l’ammontare complessivo degli spazi finanziari per l’anno in corso, da assegnare, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, alle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Tali spazi finanziari sono destinati ad interventi connessi ai suddetti eventi sismici e di adeguamento antisismico, nonché per la messa in sicurezza degli edifici;
  • la proroga da 36 mesi a 48 mesi della deroga relativa ai previsti standard di assistenza ospedaliera, per i comuni del cratere; 
  • il trasferimento delle strutture abitative d’emergenza (SAE) al patrimonio indisponibile dei Comuni colpiti, attraverso la stipula di accordi tra i medesimi Comuni, le Regioni, l’Agenzia del Demanio e il Dipartimento della protezione civile; 
  • che il pagamento delle rate in scadenza nell’esercizio 2018 dei mutui concessi ai Comuni colpiti è differito all’anno immediatamente successivo alla data di scadenza del periodo di ammortamento;
  • la modifica del termine relativo alla riscossione da parte dell’Agenzia dell’IMU (ora prevista a decorrere da giugno 2018, in luogo di febbraio 2018), per le somme anticipate dal commissario straordinario, a causa del mancato gettito da parte degli enti locali determinato dalla sospensione dei versamenti tributari ai medesimi enti locali.

Per quanto riguarda i distacchi e le assunzioni di personale, si prevede:

  • l’incremento di 4 milioni di euro (elevandola da 16 a 20 milioni di euro) la spesa massima che, in base all’art. 3, comma 1, sesto periodo, del D.L. 189/2016, può essere utilizzata per i comandi ed i distacchi disposti dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni ovvero da altre pubbliche amministrazioni regionali o locali interessate, per assicurare la funzionalità degli Uffici Speciali per la Ricostruzione, o per l’assunzione da parte delle Regioni, delle Province o dei Comuni interessati di nuovo personale, con contratti a tempo determinato della durata massima di due anni, con profilo professionale di tipo tecnico-ingegneristico a supporto dell’attività del Commissario straordinario, delle Regioni, delle Province e dei Comuni interessati; 
  • la possibilità per le regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, di procedere, negli anni 2018 e 2019, ad assunzioni di personale a tempo determinato, anche mediante proroghe di contratti in essere; 
  • l’assunzione a tempo indeterminato del personale di supporto reclutato per il potenziamento dell’Ufficio del Soprintendente speciale. 

 

Sintesi del documento predisposto da Ufficio legislativo PD al Senato 

IL TERREMOTO DEL CENTRO-ITALIA

La situazione e gli interventi normativi 

 

A cura di Maurizio Coresi e Sara Battaglia

6 giugno 2018



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