ANCONA – Dopo l’approvazione nella Legge di Bilancio di un importante emendamento che estende il riconoscimento dell’equo compenso a tutte le professioni, il deputato Emanuele Lodolini, ha organizzato un incontro pubblico sul tema: “Equo compenso: responsabilità e ruolo dei liberi professionisti nella società” con l’intervento dell’On Giuseppe Berretta, componente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati e già Sottosegretario di Stato.

La norma intende tutelare il professionista in caso di squilibrio contrattuale ed integra, anche dal punto di vista economico, quanto previsto già dal “Jobs act autonomi”. “La norma, che è una vittoria dopo anni di deregulation, ha esteso la giusta retribuzione proporzionata al lavoro svolto a tutte le categorie professionali” – ha detto Lodolini introducendo l’incontro al quale hanno partecipato professionisti provenienti dai differenti mondi, dagli avvocati, agli ingegneri, ai geometri, ai geologi, agronomi. “Il principio di base della riforma fa sì che sia legittima solo la parcella proporzionale alla quantità ed alla qualità del lavoro. “Il risultato conseguito – ha spiegato l’On. Berretta – è frutto di una battaglia su cui si sono impegnati sia il Parlamento sia il Governo con il contributo degli Ordini professionali, con l’obiettivo di rimettere al centro il principio della dignità della prestazione professionale che ha contribuito all’impoverimento del ceto medio e dei liberi professionisti”. I numeri sono significativi perché l’equo compenso che, come provvedimento ha avuto l’obiettivo di mettere fine al caporalato intellettuale e tutelando la concorrenza leale, riguarda circa 4,5 milioni di lavoratori creando nuovi parametri per la legittimità delle parcelle. Si applica a tutte le professioni, incluse quelle senza Ordini o Albi che svolgono prestazioni nei confronti di banche, assicurazioni, grandi imprese. Presente anche Armando Zambrano, Presidente della Rete delle Professioni Tecniche che raccoglie 600mila professionisti di 9 categoria diverse e Raffaele Solustri, membro del consiglio nazionale dell’Ordine degli Ingegneri. “Nel giro di questi anni abbiamo visto una certa diffidenza nei confronti della categoria dei professionisti in genere – ha detto Zambrano – poi dal 2008, con la crisi, ci si è resi conto che la situazione non era rosea e che tanti colleghi espulsi dal mondo dell’impresa e della pubblica amministrazione hanno ripreso la libera professione cercando occasioni di guadagno”.

 

Ancona, 31 gennaio 2018



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