ANCONA – “L’abolizione della tassa di stazionamento per le barche aveva dato un primo segnale di inversione della rotta per un settore che necessitava di un rilancio. Il Governo ha completato il percorso a sostegno di un comparto strategico anche per le Marche con l’approvazione del nuovo codice della nautica da diporto”.Così Emanuele Lodolini, membro della Commissione Finanze della Camera, ha salutato l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legislativo di revisione e integrazione del Codice della nautica da diporto che, nella passata legislatura, aveva fatto crollare il mercato interno del 90% e allontanato dai porti italiani 40mila imbarcazioni”.

“Il settore nautico è in piena ripresa – ha aggiunto Lodolini – e nel 2016 ha registrato un fatturato pari a 3,44 miliardi di euro, con un 18,6% in più rispetto al 2015, ed anche l’indotto ne beneficia”. Il Nuovo Codice – ha aggiunto – intende dare più competitività ad un settore in crescita, molto amato dagli italiani e tipico della tradizione imprenditoriale marchigiana”. Semplificazioni e disciplina specifica, quindi, per promuovere e diffondere la cultura e l’economia del Mare. Più attenzione ai diportisti ed ai professionisti, più sicurezza per i cittadini, protezione dell’ambiente marino, sviluppo di un turismo costiero sostenibile e della economia collegata. Solo le unità di diporto immatricolate sono oltre 100 mila in Italia, secondo i dati Mit 2016, ma il settore è molto più ampio visto che il maggior numero di natanti è destinato a brevi spostamenti e non necessita di esser immatricolato. Nel comparto marittimo di Ancona le barche a partire da 10 metri a vela e motore sono quasi 2.000. “Il settore rappresenta una fetta importante del nostro sistema produttivo – ha aggiunto Lodolini – ed il superamento degli ostacoli allo sviluppo del comparto che tra lavoratori diretti e indiretti dà lavoro a migliaia di persone, è un importante risultato ottenuto dal Governo”. “Sotto il Governo Monti, nella precedente legislatura, l’Italia ha perso poco meno del 70% dei diportisti, per lo più ‘emigrati’ verso Slovenia e Croazia, con una flessione dell’80% sull’intera filiera, dai servizi al turismo alla cantieristica. Le ripercussioni si sono fatte sentire pesantemente anche sul territorio marchigiano”. Il nuovo codice della nautica rafforza anche la tutela di interessi pubblici quali la protezione dell’ambiente marino, la sicurezza della navigazione, la salvaguardia della vita umana in mare e la diffusione tra le nuove generazioni della cultura e dell’educazione marinara, prevedendo al contempo interventi per lo sviluppo di un turismo sostenibile e costiero. Inoltre semplifica i procedimenti amministrativi del diporto nautico, in modo da favorire la competitività e la capacità di attrazione di investimenti nel settore e da promuovere la crescita del volume commerciale in ambito diportistico, e assicura infine la coerenza delle nuove disposizioni con la disciplina del “Sistema telematico centrale della nautica da diporto”. La nautica può tornare a crescere con il vento in poppa.



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