ANCONA – Lo straordinario sciame sismico che ha colpito il Centro Italia e le Marche negli ultimi 9 mesi creando danni ingenti al patrimonio immobiliare di 87 comuni nelle Marche, inseriti all’interno del cratere, ha riproposto il tema della sicurezza e della classificazione del rischio sismico delle costruzioni. “Grazie ad un intenso lavoro anche in Commissione Bilancio – ha detto l’On. Emanuele Lodolini (PD) – all’interno di Casa Sicura, nuova agevolazione fiscale per interventi edilizi antisismici voluta dal Governo nella legge di Bilancio 2017 per consentire un’ampia azione di prevenzione in Italia, è inserito il “Sisma Bonus” che riguarda costruzioni adibite ad abitazione (prima e seconda casa), ad attività produttive e parti comuni condominiali”.
Per accedere all’agevolazione è necessario rivolgersi ad un tecnico professionista che compia la diagnosi sismica dell’edificio e ne individui la classe di rischio sismico. Le spese per la classificazione e verifica sismica degli immobili sono detraibili nella dichiarazione dei redditi, su un ammontare delle spese non superiore a 96 mila euro, una percentuale variabile dal 50% fino all’85% secondo le tipologie di intervento. Le spese devono essere sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021. I lavori devono essere stati autorizzati dopo il 1° gennaio 2017.

“La triste attualità ci ha messo di fronte alla vulnerabilità degli edifici e ritengo questa misura importante per un territorio come quello marchigiano, fortemente ferito dal sisma” – ha aggiunto. “Inoltre – insiste Lodolini – gli importanti incentivi fiscali danno ossigeno ad un comparto, quello dell’edilizia, che è in crisi da anni con la chiusura di tante azienda e le difficoltà anche per molti professionisti”.

Tutti gli indicatori del comparto edilizio in Italia dal 2010 ad oggi hanno registrato una netta contrazione.

Rispetto al 2010, in Italia si sono lavorate nel settore costruzioni quasi un terzo in meno delle ore (-28,6%), con evidenti ripercussioni. Dati Cedam sull’edilizia dell’artigianato e delle piccole e medie imprese delle Marche evidenziano che alla fine del 2015 le imprese edili marchigiane erano 23.386 di cui 16.260 artigiane.

Proprio queste ultime sono state quelle che hanno pagato di più la crisi, con una diminuzione del 13,1 per cento del numero delle imprese negli ultimi sei anni mentre complessivamente il settore delle costruzioni perdeva il 7,4 per cento delle imprese. Solo lo scorso anno le imprese edili artigiane sono diminuite di 464 unità. Bilancio pesante anche per i lavoratori del settore.

In sei anni si sono persi 8.800 posti del lavoro, pari al 21,1 per cento del totale. In pratica ad aver perso il lavoro, secondo il rapporto Cedam, è stato un occupato in edilizia su cinque. Attualmente gli occupati nelle costruzioni marchigiane sono 32.650 di cui il 48,8 per cento sono dipendenti rispetto ad una media nazionale del 60 per cento. “Questa misura garantisce più sicurezza e più lavoro” – ha concluso Lodolini.



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