ANCONA – La sicurezza è un tema di estrema attualità che occupa le pagine della cronaca. La recente approvazione della Legge che introduce disposizioni urgenti a tutela della sicurezza delle città sia per quella integrata che di quella urbana, ha confermato l’attenzione che il Partito Democratico ha posto sulla questione.

L’On. Emanuele Lodolini, membro della Commissione Difesa, il segretario del Pd di Ancona Giovanni Cardoni ed il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli hanno affrontato il tema con l’On. Emanuele Fiano, Capogruppo in Commissione Affari Istituzionali del PD alla Camera.

“La sicurezza non è solo ordine pubblico – ha detto Lodolini presentando l’iniziativa organizzata dal PD di Ancona. È qualcosa di più impegnativo: è un insieme di politiche di presidio del territorio, di politiche di inclusione sociale, di politiche urbanistiche.

Per questo abbiamo approvato la legge per la sicurezza ed il contrasto al degrado urbano”. La legge prevede anche l’istituzione di un daspo urbano sul modello di quello adottato per gli stadi; nuove misure contro i writers; divieto di accesso ai pub ed agli altri locali pubblici per chi è stato condannato per droga; l’arresto in flagranza differita; più strumenti ai sindaci per ordinanze in materia di sicurezza con particolare riferimento agli orari di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche; norme più chiare sulle occupazioni abusive di immobili.

Azioni concrete che potranno essere adottate anche in ambito locale.

“La presenza dell’On. Fiano, uno dei massimi esperti in materia di politiche per la sicurezza – ha concluso Lodolini – ci consentirà di portare l’esperienza anconetana all’attenzione del Capogruppo in Comissione Affari Istituzionali, tra i più attivi nel fare sintesi su questo tema”.

“Affrontare il tema della sicurezza – ha detto Fiano – non è solo la sicurezza primaria che riguarda la prevenzione a delinquere. Noi ci siamo occupati di sicurezza integrata, di investimenti che riguardano la tutela del decoro urbano ed il recupero della marginalità investendo in sicurezza 6 miliardi di euro dopo che il governo Berlusconi nel 2011 aveva tagliato 4 miliardi al Ministero dell’Interno spingendo a scrivere l’allora Ministro Maroni una lettera aperta nella quale scriveva di temere di non poter garantire la sicurezza”.

“Sottolineiamo – ha aggiunto – la collaborazione tra tutti i soggetti deputati all’amministrazione della cosa pubblica, sindaci in testa, pur se ai questori e prefetti ovviamente compete la fase operativa”.



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