ROMA –  La prevenzione e la tutela della sicurezza sono due temi al centro dell’interesse e della preoccupazione della collettività. E’ per questo che operazioni come quella denominata “Gargano” portata brillantemente a termine nei giorni scorsi nella quale i Carabinieri hanno sgominato una banda dedita a rubare merce nelle aziende di stoccaggio in territorio marchigiano bloccando in flagranza di reato una banda di pregiudicati che aveva appena messo a segno un furto in un’azienda jesina e che nei mesi scorsi aveva colpito secondo gli inquirenti almeno altre sette volte in altrettante aziende a Loreto, Castelfidardo, Osimo, e alla Baraccola di Ancona, accresce la percezione che noi cittadini abbiamo della salvaguardia del patrimonio pubblico e privato.

Tuttavia, nel corso dell’udienza di convalida tenutasi presso il Tribunale di Ancona, gli arrestati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e, mentre il Pm aveva chiesto per tutti la misura di custodia cautelare in carcere, il giudice ha disposto la scarcerazione stabilendo per coloro che non avevano precedenti penali, una misura non custodiale, e per gli altri componenti della banda gli arresti domiciliari.

Da qui l’interrogazione presentata al Ministro Orlando interpretando il sentire comune per chiedere se, nel rispetto dei propri poteri e dell’autonomia giudiziaria, non ritenga opportuno attivarsi per assicurare un intervento tempestivo in grado di prevenire il ripetersi di gravi reati da parte dei soggetti fermati al termine di una complessa operazione di intelligence, e di tutelare la sicurezza dei cittadini e dei territori interessati dai fenomeni criminali.



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