ANCONA – Lunedì 12 dicembre interverrò nel pomeriggio in aula, alla Camera in discussione generale sul decreto terremoto e riaffermerò le ragioni di un territorio ferito ma che ha tanto voglia di tornare a prosperare.

L’approvazione in via definitiva della legge di bilancio nella quale ci sono provvedimenti molto importanti sul terremoto, sulla ricostruzione e sulla riqualificazione sono un chiaro segnale che questo Parlamento manterrà gli impegni presi.

La prossima settima poi approveremo il Decreto Terremoto senza ulteriori passaggi parlamentari nel quale c’è anche la volontà di provare a rallentare, a trattenere, a invertire il processo di impoverimento demografico, che è già in atto in quei territori.

Sottolineo in particolare che le risorse stanziate per finanziare la ricostruzione privata e pubblica nei territori del Centro Italia colpiti dagli eventi sismici ammontano a 4,5 miliardi.

La regione Marche è la più colpita. Ad assegnarci questo triste primato di cui avremmo volentieri fatto a meno, sono i numeri:

  • 122 il numero dei Comuni coinvolti
  • 286 le zone rosse
  • 26517 le persone assistite: di cui 8.168 in loco (palestre, capannoni, palazzetti); 10571 in autonoma sistemazione e 7.778 in albergo.

Più di 1000 le attività produttive dichiarate inagibili:

  • 160 le scuole dichiarate inagibili
  • 208 le stalle inagibili
  • 61 i municipi inagibili

Sono state interessate città medio grandi e piccoli centri. Da Montegallo nell’ascolano, passando per Bolognola, 1.000 metri sul livello del mare, Gualdo, Visso, fino ad arrivare a Tolentino, Camerino, San Severino. Tolentino, città di 20 mila abitanti, oltre agli sfollati, ha quasi la metà della popolazione che manifesta qualche forma di difficoltà. San Severino 13.000 abitanti, problemi in larga misura; Camerino che ha più studenti che abitanti.

La Provincia di Macerata ha i danni più rilevanti: 46 Comuni, sui 57 complessivi rientrano nel cratere. Dietro questi numeri ci sono le persone, c’è la vita reale. C’è la disperazione di chi ha perso la propria casa. Casa che non è soltanto un riparo, un tetto. Ma è il luogo degli affetti, il luogo della fiducia, il riparo dalle insicurezze.

Le sfide che dobbiamo vincere riguardano l’assistenza costante alla popolazione e la ricostruzione avviando un vasto programma di investimenti in tale campo, per accelerare lo sviluppo e la modernizzazione dell’intero Paese.

Serve quello che Renzo Piano ha definito un “progetto generazionale”. Anche l’Europa, spesso così lontana, si è dimostrata vicina. Il Parlamento Europeo ha approvato giorni fa una risoluzione per lo stanziamento di 30 milioni di euro in favore delle zone terremotate. Si tratta di risorse del Fondo di solidarietà dell’Unione Europea, che non intaccano il patto di stabilità e che serviranno ad aiutare l’Italia nella ricostruzione.

Un’ultima riflessione la dedico al sistema universitario. Se l’ateneo di Macerata ha subito minori ma non marginali danni, per Camerino la situazione è davvero drammatica. Sono 30.000 i metri quadri di superfici inagibili, 1.000 gli studenti che necessitano di una abitazione e altri 500 residenti tra Marche e Umbria che, dopo un periodo di pendolarismo, avranno l’esigenza di una stabilità abitativa. E allora se volete darci una mano venite in vacanza dalle nostre parti. Perché la bellezza è un valore profondo.

Non è assuefazione ma curiosità, stupore, meraviglia. Serve una svolta culturale, abbiamo il dovere di rendere meno fragile la bellezza.

Un bene comune la cui responsabilità è collettiva.



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