“Nelle Marche è presente un sistema di imprese che ha bisogno di certezze e di sapere che lo stato sia dalla loro parte”. Ed è uno Stato che si mostra dalla loro parte nella sala conferenze dell’Autorità Portuale di Ancona, dove il Sottosegretario all’Interno Giampiero Bocci ha parlato di sicurezza e legalità di fronte ad una platea di rappresentati delle istituzioni.

Seduti al banco con lui, appena qualche minuto dopo la firma in Prefettura del concordato contro l’abusivismo commerciale, l’on.Emanuele Lodolini – in veste di organizzatore dell’incontro – i sindaci Valeria Mancinelli e Goffredo Brandoni, la presidente della Provincia Liana Serrani, il presidente dell’AP Rodolfo Giampieri e il consigliere regionale Enzo Giancarli in vece di Luca Cerisicoli impegnato nel confronto con Vasco Errani per il terremoto del 24 agosto. Di fronte a lui il colonnello Di Lucia della GdF, il comandante provinciale dei Carabinieri Caporossi insieme al capitano Ibba e al comandante della Legione Marche Favarolo, il questore Capocasa, il prefetto D’Acunto, il presidente della Camera di Commercio anconetana Cataldi e il rettore dell’Univpm Longhi. Rassicuranti le parole di Bocci, che rivela: “la provincia di Ancona dal 2015 al 2016 è diventata molto più sicura rispetto ai crimini di disagio sociale (specialmente furti e scippi) ma dobbiamo salvaguardare questa città dalle infiltrazioni mafiose. È una città con gli anticorpi giusti ma bisogna stare attenti”. Per il parlamentare anconetano infatti: “La sicurezza è un diritto fondamentale dei cittadini ma anche un asset fondamentale per la competitività del territorio. L’istat fece un grande lavoro nell’individuazione del Bes da inserire vicino al Pil tra i parametri che misurano il benessere e la competitivitàdi un territorio insieme a sicurezza ed alcuni altri fattori. Per questo il nostro territorio, per tornare ad essere competitivo deve garantire la sicurezza dei suoi cittadini”. Un discorso che vale molto in uno dei luoghi simbolo della città dorica per Rodolfo Giampieri che vede uno Stato molto vicino al territorio con questo incontro, anche se ricorda che “la paura non può bloccare le nostre responsabilità come ad esempio i lavori pubblici che oggi sono un volano per rilanciare l’Italia”. E perché i lavori pubblici possano procedere, se non velocemente, almeno seguendo la legge, si sta impegnando l’amministrazione comunale, soprattutto dopo la vicenda del Viale della Vittoria, con la firma del sopracitato accordo e con il sindaco Mancinelli che ammette: “Nel caso del porto e degli appalti in generale, problemi di aggiudicazione e conformità sono frequenti ma nell’applicare rigorosamente la legge, ognuno facendo il suo mestiere, in questo territorio (non esente da problemi) le istituzioni il loro lavoro lo stanno facendo e anche bene”. Proprio sugli appalti interviene Bocci. “Perché in un paese come il nostro -ha detto- è difficile convincere le imprese ad investire? Perché manca il presupposto, cioè la legalità, ovvero la possibilità di fare gare. Quando c’è un sistema con anticorpi giusti si possono fare le gare. Ma io ho paura di farle per la presenza di faccendieri che le svolgerebbero solo a loro vantaggio. L’elemento di garanzia è un deterrente. Se un amministratore non da la sensazione di potersi piegare, non credo che gli si potrà avvicinare qualcuno con l’intenzione di corromperlo. Credo che fissare le regole e stabilire questa grande collaborazione tra amministratori locali faccia aumentare gli impegni delle istituzioni nella lotta all’illegalità attraverso la comunicazione”. Tanti i temi toccati, dal lavoro alla situazione del principale volano della città, il porto, fino alle problematiche locali, dove al fronte di un aumento della sicurezza dei cittadini rispetto ai più odiosi crimini sociali, cresce la paura per un futuro incerto se non si sapranno mettere in campo le giuste risorse con l’aiuto della politica.



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