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Mozione su immigrati di 2 generazione PDF Stampa E-mail
lunedì 08 febbraio 2010
PREMESSO che: Il Parlamento Europeo ha proclamato il 2010 “Anno dell’Inclusione Sociale” invitando i governi e le istituzioni territoriali a rimuovere gli ostacoli che impediscono una piena integrazione sociale nei confronti di quelle persone – anziani, immigrati, lavoratori marginali ecc. –  che non sono messi nelle condizioni di poter esercitare pienamente i diritti di cittadinanza. Fra queste categorie i minori immigrati rappresentano una componente crescente della nostra comunità, rispetto alla quale è sempre più necessario implementare percorsi di cittadinanza piena e sostanziale; la presenza nella nostra città degli immigrati cosiddetti di seconda generazione, cioè i minori giunti in Italia in seguito al ricongiungimento familiare o perché nati nel territorio da giovani coppie non comunitarie, è in crescita. Sempre più minori, infatti, crescono in città, assimilano il nostro dialetto, si riconoscono nei siti che ricordano la nostra storia e le nostre tradizioni, vivono gli stessi spazi dei nostri figli, condividono le inquietudini e le aspirazioni delle giovani generazioni, ma per la legge italiana sono ancora considerati come cittadini stranieri e cioè  ospiti, estranei, separati rispetto alla vita della città; PREMESSO che: Il Parlamento Europeo ha proclamato il 2010 “Anno dell’Inclusione Sociale” invitando i governi e le istituzioni territoriali a rimuovere gli ostacoli che impediscono una piena integrazione sociale nei confronti di quelle persone – anziani, immigrati, lavoratori marginali ecc. –  che non sono messi nelle condizioni di poter esercitare pienamente i diritti di cittadinanza. Fra queste categorie i minori immigrati rappresentano una componente crescente della nostra comunità, rispetto alla quale è sempre più necessario implementare percorsi di cittadinanza piena e sostanziale; la presenza nella nostra città degli immigrati cosiddetti di seconda generazione, cioè i minori giunti in Italia in seguito al ricongiungimento familiare o perché nati nel territorio da giovani coppie non comunitarie, è in crescita. Sempre più minori, infatti, crescono in città, assimilano il nostro dialetto, si riconoscono nei siti che ricordano la nostra storia e le nostre tradizioni, vivono gli stessi spazi dei nostri figli, condividono le inquietudini e le aspirazioni delle giovani generazioni, ma per la legge italiana sono ancora considerati come cittadini stranieri e cioè  ospiti, estranei, separati rispetto alla vita della città;
 
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